Vi siete mai chiesti cari amici sub (almeno quelli un po' piu' attempati come me) "che fine ha fatto la Calypso ..."
"Ah, io non chiederei d'essere un gabbiano ne' un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano - ch'è il pesce più brutto del mare- pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell'acqua. (J.I.Cousteau)"
La mitica nave del Comandante Cousteau, che per 43 anni è stata la sua fedele compagna, e' oramai passata nel dimenticatoio e con lei anche il suo Comandante. Eppure tanto dobbiamo noi sub di oggi alle gesta del grande esploratore e della sua inseparabile nave che hanno fatto sognare milioni di sub e non. Anche se molti sub di oggi non sanno neanche di cosa si stia parlando. Cosi', dietro alla domanda di che fine avesse fatto la famosa nave, dato che la fine di Cousteau e' stata purtroppo la sua scomparsa, ci siamo documentati ( io e Isa) e carichi di teorie siamo partiti con la pratica, cioe' la caccia. La Caypso si trovava in Francia, così dicono alcuni siti, precisamente in un bacino di carenaggio di "La Rochelle", bellissima cittadina marittima francese affacciata sull'Atlantico. Ma arrivati la', ci siamo accorti, che, non solo nessuno sapeva che la "Calypso" era nella loro citta', ma che era piena di bacini di carenaggio e che quindi non era proprio cosi' facile trovarla. Preso alloggio in un albergo sul porto principale, abbiamo cominciato la nostra ricerca che, come spesso accade, non sembrava dare buoni frutti, tanto da sembrare tempo perso. Poi dopo 2 giorni di chiacchiere con i pescatori e portuali locali e la visita di alcuni cantieri, la svolta quasi improvvisa, quanto inaspettata. In un momento di relax, riguardando alcune foto su monitor della digitale, che avevo scattato per documentare il viaggio, sullo sfondo di una di queste quasi invisibile, vedo in mezzo a decine di imbarcazioni qualcosa di familiare, un'antenna con torretta che avevo gia' visto altrove. Lampo di gioia indescrivibile, era la Calypso che tanto cercavo. Casualmente mentre cercavo di creare dei ricordi del mio viaggio in Francia, ho fotografato proprio l'oggetto della mia ricerca, senza rendermene conto, perchè nascosta fra altre navi e resa quasi irriconoscibile dal suo stato di degrado! Poi seppi che era affondata nel porto di Singapore speronata innavertitamente da una chiatta in manovra e successivamente recuperata e rimorchiata a Marsiglia e poi a La Rochelle dove rimane da circa 10 anni. Certamente il suo aspetto non era quello dei suoi giorni migliori, tutt'altro.
Affondata nel porto e in fase di recupero.
Ora, localizzata la nave, dovevo solo entrare nel bacino di carenaggio ed avvicinarmi quanto piu' possibile al mito senza possibilmente violare troppi divieti. Facile a dirsi ma non a farsi. A questo pro aiuta spesso fare finta di nulla e fingersi dei perfetti imbecilli che, senza accorgersene, entrano casualmente in un luogo proibito, come fosse un campo minato, solo magari per fare delle foto ad un monumento. Ed ha proprio funzionato. Infatti nel tranbusto che contradistingue tutti i cantieri, nessuno si è curato di noi perche' sembravamo proprio i soliti turisti che si fanno le foto sulle bitte, appoggiati alle cime, seduti su alcune grosse catene e cosi' via, minuto dopo minuto, invece 007 e la sua bond girl si avvicinavano alla meta, ben coscienti del momento che stavano vivendo. Lei era li ... Stanca e logora come un'agoniante cetaceo spiaggiato che si sta' disidratando sulla sabbia...
Vista generica di poppa Vista di prua. Salito a bordo incomincio la visita.
Quattro grosse cime anch'esse logore la tenevano al centro di un piccolo bacino per far sì che nessuno vi potesse salire. La sua "pelle" piena di ferite rugginose, le sue "costole" esposte in alcuni punti, le sue strutture deformi ed irriconoscibili, molti dei suoi arredi ed attrezzature mancanti e rotte. Uno sfacelo. Un'assurdita' enorme, irrispettabile ed inconcepibile, come si potrebbe trattare un vecchio che, oramai, non e' di utilita' piu' a nessuno e lo si emargina.
Particolare di prua con la torretta sommersa. Scorgo il nome ancora scritto su una passerella.
Come e' possibile che una "forza della natura" come la Calypso, che per decenni aveva sfidato mari ed oceani di ogni tipo, sopportato ferite gravissime e sempre rinata e pronta nuovamente, che aveva visto il mondo intero e di cui il mondo intero conosceva le gesta, fosse ora lasciata morire in un porto dove l'acqua putrida di scarichi imbrattavano e marcivano quello scafo glorioso che un tempo aveva servito la conoscienza del "6° Continente" e lo aveva reso visitabile a tutti. Eppure era li' difronte a noi e noi sbalorditi.
Interni devastati e fatiscenti. Si scende nel vano motori.
Cosi, trattenedo l'emozione della sua vista, che, per uno della mia generazione, e' paragonabile alla vista di un dinosauro vivo per un paleontologo, ho cominciato a fare decine di foto, di ogni sua parte per farle mie e vostre. Rimango solo, Isa si sacrifica per dare meno nell'occhio e ritorna in albergo. Ora io e "lei" siamo soli, a conversare mentalmente, "ma cosa ti hanno fatto", "dimmi cosa posso fare per aiutarti. Ma la marea cresce e la nave si avvicina un po' piu' alla banchina, no non posso farlo, non si puo', ma ero gia' in volo. Presa una discreta rincorsa, con la mia fotocamera abbracciata salto nel vuoto. Saranno circa 3 metri e tento di ricadere fra un grosso compressore arruginito ed un passamano strorto, ma, allo stesso tempo di non cadere in un boccaporto aperto e di non farmi troppo male. Atterraggio riuscito, incredibile ora sono proprio sulla copeta della Calypso, non mi sembra vero! Subito mi nascondo per paura di essere visto, scatto velocemente un po di foto come fossero un tesoro, come se fossi un'assetato nel deserto e di fronte a me avessi un bicchier d'acqua fresca. Poi incomincio ad intrufolarmi ovunque.
Fiancata di sinistra da prua a poppa. Fiancata di sinistra da poppa a prua.
E' incredibile lo sfacelo di ogni sua parte, e' quasi irriconoscibile, ma nella mia mente mentre guardo ho anche un'altra finestra aperta sul mio desktop cerebrale, quella di come era quando fiera e forte navigava ed io incollato alla tv non ne perdevo un fotogramma. Riconosco il quadrato dove Couesteau, A.Falco (primo subacqueo) e tutto l'equipaggio si riunivano per le decisioni o la pianificazione dell'immersione. Riconosco la famosissima plancia di comando oramai spoglia ma, che all'epoca, era la piu' avvenieristica in fatto di attrezzature per la ricerca e la navigazione. Riconosco anche la famosissima torretta sommersa per l'avvistamento subacqueo, chiamata falsa prua, con i suoi oblo'. Riconosco la struttura superiore oramai devastata dove atterrava il piccolo elicottero utilizzato per l'avvistamento. Riconosco la formosa poppa con la gruetta, oramai mancante, utilizzata per l'alagio delle pesantisime attrezzature e del "disco volante", il famoso battiscafo usato per l'esplorazione sottomarina. Il nome lo trovo solo in piccolo, scritto su di una passerella di legno, oramai consunto e quasi illegibile, ma non a me io questa nave è come l'avessi costruita.
Mezzanave verso poppa. Estrema poppa e lo sfacelo ovunque.
Scatto e scatto ancora nella paura di tralasciare qualche cosa di importante , ma tutto e' importante per me. E' un momento dove la realta' non esiste piu' ed io sono completamente immerso come fossi lì da sempre ed in plancia il Comandante Cousteau mi urlasse l'ordine di vestirmi per immergerci. Sono minuti in cui non ci sono con la testa, il cuore mi palpita a mille, vedo quasi le stelline dall' affanno, e' come essere troppo profondi e subire l'ebrezza conseguente. Cosi' come il piu' spietato dei ladri mi lascio corrompere da questo e depredo un ricordo un po' piu' tangibile da "lei", mi chino e raccolgo un chiodo arruginito e lo porto via con me. E' ora, ti devo lasciare per sempre probabilmente non avrò mai più occasione di rivederti, è già come vincere al superenalotto averla potuta vedere ora, non credo possa riaccadere. Non mi piacciono i lunghi addii, salto e torno nella realta', mi incammino e di tanto in tanto mi giro verso lei come per essere certo che il fatto di averla vista e toccata fosse vero e non un sogno. Cara vecchia Calypso. Ultimo mio tributo ora, sara' quello di far saper a tutti cosa ti e' successo. Sull'Atlantico a poche miglia di distanza fermo la macchina e scendo in riva al mare, metto la mano in tasca e prendo il chiodo della Calypso lo guardo come fosse d'oro e lo getto fra le onde dove possa ancora sentire il sapore dell'oceano che ha sempre amato.
Ultime sulla Nave 24\11\09
Nel 2004 viene stipulato un accordo fra la Carnival Cruise Lines e la società Cousteau, dove la Carnival si impegnava a resturare la Nave con una spesa di 1,3 milioni di dollari per poi farne un museo Oceanografico alle isole Bahamas. Nel 2006 dopo un processo che ne attestava la proprietà definitiva, vantata anche dal figlio del mitico Comandante, la Cousteu Society decideva di spedire la Nave negli USA per i dovuti restauri. Poi 11 novembre del 2007 la mitica Calypso partiva per i cantieri navali Piriou a Concarneau sempre in Francia, dove giungeva il giorno seguente.
Scienziato, oceanografo, inventore, regista ed esploratore instancabile degli abissi marini, Cousteau è un'uomo che si è sempre distinto per la grande libertà interiore, avendo sempre vissuto la sua vita assecondando i suoi desideri e le sue aspirazioni, a dispetto di tutto e delle eventuali difficoltà. Jacques Yves Cousteau nacque 11 giugno 1910 a Saint-Andre-de-Cuzbac, nei pressi di Bordeaux. Figlio di un avvocato che viaggiava spesso per lavoro, prese fin da piccolo l'abitudine di girare per il mondo. Nel 1930 entrò nell'accademia navale, con il preciso scopo di far parte dell'aviazione di marina. Fu un brutto incidente d'auto, all'età di 26 anni, che condizionò completamente la sua vita. Per riabilitare le braccia, infatti, fu spinto dai medici al nuoto. L'utilizzo di un paio di occhialetti di protezione gli permise di scoprire le maraviglie di quello che lui stesso battezzerà "il mondo del silenzio". Durante la guerra Cousteau partecipò alla resistenza coinvolto nello spionaggio. Ciò gli valse la legione d'Onore attribuitagli dal Generale De Gaulle. Fu proprio durante gli anni della guerra, esattamente nel 1942, che mise a punto con l'ingenger Emile Gagnan, il primo erogatore per immersione subacquea (Aqua-lung 1943).
Un'invenzione che avrebbe rivoluzionato il modo di scendere sott'acqua e che è rimasta ancora oggi sostanzialmente immutata. Allo stesso tempo Cousteau continuava a coltivare la sua passione per il cinema e metteva a punto una delle prime cineprese sottomarine. Alla fine degli anni '40 ci fu la svolta della sua vita: il miliardario inglese Guiness (quello della birra) gli comprò un dragamine varato pochi anni prima. Cousteau lo battezzò Calypso. La prima grande spedizione avvenne proprio nel mediterraneo, per gli scavi archeologici su Grand Conglue, un antico relitto al largo di Marsiglia.
Poi fu la volta del mitico viaggio attraverso l'inesplorato Mar Rosso e l'Oceano Indiano che porterà alla realizzazione del primo grande film "Il Mondo del Silenzio", con la regia di Louis Malle. Un film premiato con l'oscar e palma d'oro. Il libro vendette oltre 5 milioni di copie in 20 lingue differenti. "Il Mondo Senza Sole " fu il suo secondo grande successo, mentre si susseguivano le spedizioni e Cousteau rivolgeva sempre di più la sua attenzione al mondo della scienza e della tecnologia dell'esplorazione subacquea. Ciò sfociò con gli esperimenti di Precontinebte, dall'inizio degli anni '60, alla realizzazione delle prime immersioni in saturazione, che consentivano all'uomo di vivere per lunghi periodi di tempo esposti ad alte pressioni. Questo concetto è la pietra miliare dell'immersione subacquea professionale, sopratutto nel campo dell'estrazione petrolifera in mare. In una dicharazione ha affermato: "Eravamo giovani quando ci siamo dedicati alla scoperta, all'esplorazine. Quando quello che ci interessava era scendere più profondo e vivere sul fondo del mare, recuperare resti di una grande galera romana, affrontare squali, terrificanti e misteriosi mostri marini. E' la gioventù grintosa, entusiasta, totale, egocentrica, estremista, spericolata. Eravamo giovani e pensavamo a noi stessi, alla realizzazione dei nostri sogni." "Poi siamo diventati adulti. Dunque più altruisti, più riflessivi. Allora l'interesse maggiore è diventato di raccontare le nostre esperienze, di coinvolgere gli altri nella nostra avventura. Lo scopo della vita è divenuto quello di infiammare gli animi, di accendere gli entusiasmi. Ci siamo resi conto che un'uomo da solo non è nulla, se non si rapporta con quelli che lo circondano. Attraverso le immagini, attraverso i racconti, la esperienze vissute cambiavano forma, acquistavano spessore.
Solo attraverso la divulgazione, la crescita dei singoli poteva diventare la crescita dell'intera umanità. Solo così il patrimonio di uno poteva entrare a far parte della cultura di tutti." "Oggi abbiamo percorso il mondo in lungo e in largo, ne abbiamo raccontato e svelato i segreti. Ora bisogna impegnarsi per conservare tutto questo. Ora si deve far sì che le immagini dei films, le storie dei libri non rimangano fine a se stesse. Bisogna lottare a fin chè tutti abbiano diritto ad una vita felice in un pianeta ancora integro." A fronte di queste dichiarazioni di intenti si sono succedute tantissime produzioni, che sarebbero lunghissime da enumerare. una tappa molto importante per il comandante fu l'onoreficenza di membro dell'Acadèmie Francaise, ottenuta nel 1989. Cousteau muore il 25 giugno 1997 ed è sepolto nella cappella di famiglia al cimitero di Saint-Andrè- de-Cubzac, Francia.
LA STORIA DELLA "CALYPSO"
Cousteau trovo' la sua naveideale in un cantiere di residuati della Marina Britannica a Malta. Dragamine della Guerra Mondiale,
Rara foto del varo.
costruito nel 1942 negli Stati Uniti per la Marina Britannica, la Calypso (il nome è quello della ninfa che trattenne per 7 anni Ulisse nell'isola Ogigia)
era stata adibita precedentemente a nave traghetto fra le isole di Gozo e Malta, ma aveva tutte le qualità cercate da Cousteau.
La Calypso mentre cala il piccolo battiscafo. Preparazione alle immersioni. Granpavese e festa a bordo.
Pur non essendo molto grande (misurava circa 42 mt. di lunghezza e poco piu' di 7 di larghezza), la Calypso si rivelò una nave solida, con 2 motori, un doppio scafo in legno in condizioni eccellenti e una notevole manovrabilità. Il contratto di vendita fu firmato a Nizza il 19 luglio 1950 e la Calypso si trasferì subito nel cantiere di Antibes, dove ebbe inizio la sua conversione da traghetto a nave oceanografica.
Piani della nave.
Naturalmente, per trasformare questo ex Dragamine e traghetto in un laboratorio galleggiante si dovettero apportare estesi mutamenti. La strutturazione degli spazi interni fu modificata, furono aggiunti ausili per la navigazione e furono insallate speciali attrezzature per gli equipaggiamenti di immersione. Fu montata anche una camera di osservazione sottomarina, nota come "falsa prua" della Calypso. Questa camera bulbosa aveva 8 oblò che consentivano ad alcuni membri dell'equipaggio di osservare e riprendere sott'acqua senza neppure uscire dalla nave. Un'altra aggiunta significativa fu la torre di osservazione costruita sul ponte di prua della Calypso, la torre assolveva al triplice compito di incastellatura di sostegno dell'antenna radar, di ponte superiore per la navigazione e di coffa da cui osservare grandi animali marini. La Calypso divenne così una base galleggiante per la ricerca e l'esplorazione oceanografica quale il mondo non aveva mai visto prima.